May Ayim, una guerriera afro-tedesca

Lei è afro-tedesca?
… ah capisco: africana e tedesca
Eh sì, è proprio un miscuglio interessante
Lei sa che alcuni credono ancora
che i meticci non faranno
così tanta strada come i bianchi?

(Ayim, blues in schwarz weiss,)

Si tratta della strofa iniziale di Afro-deutsch, una delle poesie simbolo della continua ricerca identitaria della poetessa, attivista e logopedista afro-tedesca May Ayim. Afro-deutsch: un concetto, una rappresentazione, un gruppo di appartenenza che Ayim attraverso le sue opere e il suo attivismo ha contribuito a rendere noto in una società in cui gli afro-discendenti sono sempre rimasti ai margini.

May Ayim nasce ad Amburgo nel 1960 da madre tedesca e padre ghanese e viene immediatamente affidata a un orfanotrofio, nonostante il padre avesse espresso il desiderio di crescerla in Ghana; tuttavia, essendo nata al di fuori del matrimonio, non poté rivendicarne i diritti paterni. Successivamente viene affidata alla famiglia Opitz che la cresce assieme ai figli naturali. Cresce in un ambiente austero, la famiglia adottiva vuole farne una bambina modello in modo da non esporla ai pregiudizi razziali. Le uniche persone afro che Ayim conosce durante la sua infanzia, sono il padre biologico soprannominato “lo zio T”, che le fa visita saltuariamente e i dieci piccoli Nxxxx, protagonisti di una nota canzone per bambini. Come molti afro-tedeschi, sperimentò numerose difficoltà nel trovare una collocazione all’interno della società tedesca, pur avendo sempre avuto il paese una lunga storia di contatti con africani e a partire dalla prima guerra mondiale anche con afro-americani. Il dolore per l’abbandono e l’incomprensione dei suoi genitori adottivi la rendono una ragazzina fragile, deviata ai loro occhi, che trova nella scrittura un rifugio.

Dimmi mamma
perché tu mi hai
picchiato così spesso e forte
solo perché ho bagnato il letto
ancora all’età di 12 anni
credevi davvero
che io ti volessi fare del male.

(Ayim, Nachtgesang 21)

Decisivo per Ayim fu l’incontro con Audre Lorde nel 1984 – all’epoca guest professor alla Freie Universität di Berlino. Lorde, che teneva un corso incentrato sulle poetesse afro-americane, incoraggiò le donne afro-tedesche a raccontare la loro storia, le loro esperienze di razzismo, micro-aggressioni verbali, sessismo all’interno della società; ciò condusse alla scrittura del primo libro scritto da donne afro-discendenti in Germania Farbe Bekennen: Afro-deutsche Frauen auf den Spuren ihrer Geschichte pubblicato nel 1986 e scritto da May Ayim e Katharina Oguntoye con prefazione di Lorde. Successivamente tradotto in inglese col titolo di Showing Our Colors: Afro-German Women Speak Out, il libro dà l’impulso per la creazione della ISD (Iniziativa Neri Tedeschi). Ayim tra le fondatrici del movimento, organizzò numerosi eventi, tra cui la Black History Month a Berlino, al fine di connettere la comunità e far uscire le persone dall’isolamento e combattere i pregiudizi razziali. Fu anche tra le fondatrici di Afro Look, il primo magazine dedicato interamente alla comunità afro. Ayim incoraggiò la diaspora a studiare la storia africana e a interessarsi ai movimenti di liberazione che all’epoca stavano scuotendo il continente.

Negli anni successivi il suo attivismo la spinse a viaggiare in numerosi paesi come Ghana, Sudafrica, Kenya, Usa dove si esibì in letture pubbliche dei suoi scritti e strinse legami con molti attivisti tra cui Linton Kwesi Johnson pioniere della Dub poetry. Durante il suo viaggio in Ghana, incontra finalmente la famiglia paterna che la accoglie con gioia e si lega particolarmente al nonno paterno a cui dedica una poesia. Nonostante i bei ricordi, fu scioccata e delusa di appurare che il concetto di superiorità dei bianchi fosse in parte tristemente integrato nella mentalità africana.

Nel 1996 le viene diagnosticata la sclerosi multipla e pochi mesi dopo, il 9 agosto 1996, si butta dal tredicesimo piano del suo palazzo.

Il 27 febbraio 2011 a Berlino – nel quartiere di Kreuzberg – le è stata intitolata una via che prima portava il nome di un mercante di schiavi.

May Ayim attraverso i suoi scritti e il suo militantismo ha portato alla luce e dato voce ai problemi delle minoranze in Germania e creato un ponte tra la cultura afro e quella tedesca.

https://www.youtube.com/watch?v=sIGmFhRCE_Q&ab_channel=LCPRMUSIC

Fonti:

May Ayim: Blues in Schwarz-Weiß, 4. Auflage, Berlin, Orlanda Frauen Verlag.

May Ayim: Nachtgesang, Berlin, Orlanda Frauen Verlag, 1997.

May Ayim: A Woman in the Margin of German Society, Margaret MacCaroll, 2005.

(Poesie tradotte in italiano da C. Oulato)

 

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