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Io sono stanca di vivere in un mondo che ha fatto della crudeltà il suo pane quotidiano. Rebecah!

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In migliaia in piazza maggiore tutti in silenzio per George Floyd e le altre vittime del razzismo negli stati uniti e in italia. Oltre a inginoscchirsi per Giorge Floyd hanno pure gridato i nome delle persone morte per il razzismo, qui in italia e ovunque nel mondo.

Tra tutti i discorsi fatti ieri in piazza c’era uno in particolare, uno che ha colpito di più e vi presentiamo chi è quella ragazza che parlava di nazionalità, di discriminazione, di migranti e empatia. Rebecah una ragazza afrodiscendente di 21 anni che nel suo discorso Ha ripetuto più volte la frase “sono stanca”!

Come si chiama lei e quanti anni ha ?

Mi chiamo Rebecah, Sono afrodiscendente e i miei genitori vengono dal Ghana, mia madre è qua da 26 anni, mio padre da più di 30. Sono nata e cresciuta a Reggio Emilia che è e rimane la città del mio cuore, non vorrei vivere in un’altro posto che non sia la mia Italia. Sono una studentessa di medicina al primo anno a Parma. e tra qualche giorno farò 21 anni.

Come mai nel suo discorso ha ripetuto continuamente sono stanca ?

Ho ripetuto più volte la frase “sono stanca” perché sono davvero esausta. Non ce la faccio davvero più: la pandemia non ha attenuato la rabbia e il rancore della gente, ma le ha fatte accendere ancora di più. Quando ho visto il video dell’omicidio di George Floyd ho visto con che occhi lo guardava il poliziotto: occhi pieni di ira, di rabbia e di odio. E sono stanca di vedere persone che lo difendono e che dicono che non era un razzista ma solo un poliziotto deviato. E sono stanca di vedere persone che lo difendono e che dicono che non era un razzista ma sono un poliziotto deviato. 

Sono stanca del razzismo che vedo tutti i giorni intorno a me e che gli altri non vedono. Sono stanca di chi mi dice che non esiste, e poi quando cammino per strada mi sento tutti gli occhi addosso. 

Adesso è arrivato il momento di dire basta a tutte queste angherie, a tutto questo odio e a tutta questa indifferenza. Sono davvero esausta. Perché si é diventati così insensibili che si vota per incarcerare quelli che vanno a salvare la vita di persone che annegano in mare. Siamo diventati così crudeli e io sono stanca di vivere in un mondo che ha fatto della crudeltà il suo pane quotidiano. Io voglio un cambiamento perché non ce la faccio più e questo non è il mondo in cui vorrei vivere.

Perchè secondo lei combattere sia la cosa giusta invece che andarsene via dell’italia?

 

Ho scelto di rimanere a combattere perché amo il mio paese e non c’è posto nel mondo in cui mi piacerebbe vivere. L’Italia è la mia casa, la mia patria e non me ne andrò almeno che costretta. E finché avrò voce continuerò a parlare fino a quando le cose non cambieranno per tutte le persone come me. E non voglio arrendermi fino a quando anche gli altri abitanti della mia terra mi accetteranno. 

Lei si sente italiana o ghanese ?

Questa è una domanda complicata, perché durante la mia adolescenza ho vissuto una crisi di identità. Dentro mi sentivo italiana ma fuori ero ghanese. Adesso che sono più grande ti dico che sono per 3/4 italiana e 1/4 ghanese perché l’Italia è la mia casa e la terra nella quale sono nata, ma il Ghana è la terra dalla quale provengo. Perciò sono un mix ed è per questo che voglio impegnarmi per conoscere anche la cultura ghanese di modo da imparare ad abbracciare queste mie origini che per tanto tempo ho rinnegato.

Mi ha detto poco fa che lei è dell’etinia Akaan, parla percaso Fanti ?

Purtroppo i miei genitori non mi hanno insegnato la lingua perché volevano che non avessi problemi nell’integrarmi con i miei compagni di classe, ma mi sono accorta che con gli anni l’ho assorbita per osmosi e pian piano sto provando ad imparare anche a parlarla.

Come le vedono i suoi genitori qunado dice a loro che lei si sente italiana?

I miei genitori sonno persone aperte e si sono rassegnati al fatto che io mi senta italiana, oltre ad esserlo. Anche perché non ho mai avuto tanti contatti con altre persone ghanesi che non fossero famigliari o amici stretti di famiglia.

Che messagio manderebbei agl italiani e ai suoi coetanei che erano li con lei ieri ?

Direi loro di non avere paura di esprimersi. Di continuare a parlare e a lottare per l’uguaglianza. Di esprimersi in favore di qualsiasi minoranza senza aver paura di essere lincianti perché al giorno d’oggi tutti se la prendono per tutto. Perciò abbiate coraggio ed esprimetevi e continuate a sognare perché se ci uniamo potremmo davvero vivere in un mondo migliore, non arrendetevi mai

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